L’algodistrofia, conosciuta anche come CRPS (Complex Regional Pain Syndrome), è una condizione dolorosa e infiammatoria che può insorgere dopo un trauma o un intervento chirurgico.
Colpisce più frequentemente gli arti e si manifesta con dolore intenso e persistente, alterazioni della pelle, gonfiore e limitazione funzionale, spesso sproporzionati rispetto all’evento scatenante.
Riconoscere precocemente l’algodistrofia è fondamentale per trattarla ed evitare l’evoluzione verso forme croniche e invalidanti.
Quando il dolore non passa dopo l’intervento: capire la CRPS
L’algodistrofia è forse la patologia più frustrante e psicologicamente pesante per il paziente. Immagina la scena: ti sei sottoposto a un intervento chirurgico, magari per una frattura del polso o una banale operazione alla mano, tutto è andato bene, il chirurgo è soddisfatto, ma tu stai peggio di prima.
Invece di diminuire, il dolore aumenta giorno dopo giorno, diventando un bruciore insopportabile che non risponde ai normali antidolorifici.
L’algodistrofia, nota anche come sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS), è una patologia dell’apparato muscolo-scheletrico caratterizzata da un dolore intenso e persistente che colpisce l’arto superiore. P
uò compromettere in modo significativo la qualità della vita di chi ne soffre, riducendo l’autonomia nelle attività quotidiane, come afferrare oggetti, sollevare carichi o eseguire semplici movimenti di rotazione del polso.
La CRPS è una complicazione subdola che colpisce il sistema nervoso simpatico.
È come se, dopo il trauma dell’intervento, il centralino che gestisce il dolore e la circolazione nell’arto andasse in tilt, inviando segnali di allarme continui e ingiustificati.
Riconoscere i segnali: non è un semplice dolore post-operatorio
Il primo passo per curare l’algodistrofia, in particolare l’algodistrofia dell’arto superiore, è riconoscerla tempestivamente.
Questo non è sempre facile, perché i sintomi possono variare molto da persona a persona.
Esistono tuttavia dei campanelli d’allarme inconfondibili che differenziano questo disturbo dal normale decorso post-operatorio.
Il sintomo principale dell’algodistrofia è un dolore sproporzionato rispetto all’evento scatenante.
Si tratta di un dolore intenso e continuo, spesso accompagnato da una sensibilità cutanea estrema (allodinia), dove anche il peso di un lenzuolo o un soffio d’aria diventano intollerabili.
Visivamente, l’arto colpito cambia aspetto. Nella prima fase, la zona appare gonfia, rossa, lucida e calda al tatto.
Se la patologia non viene trattata, si passa alla fase “fredda”, dove la cute diventa cianotica, pallida e fredda.
Si può anche notare una rigidità articolare importante.
Capire questi segnali è fondamentale perché la finestra terapeutica migliore si ha nei primi 3-6 mesi dall’insorgenza.
Ignorare questi sintomi sperando che passino da soli è un errore da non commettere.
Algodistrofia: diagnosi e trattamenti disponibili
La diagnosi di algodistrofia è prevalentemente clinica e si basa su un’attenta valutazione dei sintomi riferiti dal paziente e dei segni obiettivi rilevati dallo specialista.
Nel corso dell’esame, lo specialista prende in considerazione la presenza di dolore persistente e sproporzionato rispetto all’evento scatenante, associato ad alterazioni sensoriali, vasomotorie, sudomotorie ed motorie.
La diagnosi viene spesso confermata da esami strumentali come la radiografia e la risonanza magnetica.
Una volta accertata la diagnosi, la battaglia si combatte su più fronti. La cura dell’algodistrofia si avvale di un approccio multidisciplinare:
- Terapia farmacologica: oltre agli analgesici, vengono impiegati bisfosfonati (in particolare il neridronato), che agiscono direttamente sul metabolismo osseo e sull’infiammazione.
- Terapie fisiche strumentali, tra cui spicca la magnetoterapia, uno dei pochi trattamenti fisici capaci di penetrare in profondità, stimolando la rigenerazione cellulare, favorendo il riassorbimento dell’edema osseo e migliorando il microcircolo.
- Esercizi terapeutici per ripristinare gradualmente la funzionalità dell’arto.
Il ruolo della fisioterapia: "no pain, much gain"
Se per molte patologie ortopediche vale il detto “no pain, no gain” (nessun risultato senza dolore), per l’algodistrofia vale l’esatto opposto.
Qualsiasi manovra dolorosa o aggressiva viene interpretata dal sistema nervoso ipersensibile come un nuovo attacco, scatenando una reazione infiammatoria ancora più violenta.
La riabilitazione deve essere sottosoglia, dolce, rispettosa del dolore.
Un programma riabilitativo corretto per l’algodistrofia post-operatoria deve includere:
- drenaggio linfatico attraverso bendaggio coban o guanti elasto-compressivi che esercitino una pressione cauta per ridurre l’edema;
- idrokinesiterapia, ovvero esercizi in acqua tiepida, dove il peso corporeo è ridotto e il calore aiuta il rilassamento muscolare.
- mirror therapy (terapia dello specchio), una tecnica neurocognitiva affascinante che inganna il cervello facendogli vedere l’arto sano muoversi al posto di quello malato, riducendo la percezione del dolore centrale;
- desensibilizzazione cutanea, esponendo gradualmente la pelle a materiali di consistenza diversa (seta, cotone, lana) per rieducare i recettori tattili;
- mobilizzazione passiva estremamente delicata per mantenere l’elasticità articolare senza irritare i tessuti.
Algodistrofia: perché scegliere l’esperienza di CRIMAS
CRIMAS è un centro riabilitativo specializzato nel trattamento di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico come l’algodistrofia, in particolare l’algodistrofia del polso.
Presso CRIMAS, vediamo spesso persone arrivare spaventate, convinte che l’operazione sia andata male.
Il nostro primo compito è rassicurarle: non è colpa del chirurgo e non è “tutto nella tua testa”, come purtroppo a volte ci si sente dire. Siamo di fronte a una vera e propria tempesta neuro-vascolare che richiede un approccio immediato e, soprattutto, multidisciplinare per evitare danni permanenti.
Il nostro team di esperti lavora in sinergia per garantire un trattamento completo ed efficace, che integra terapie manuali, strumentali e l’eventuale progettazione di tutori specifici per gestire efficacemente il dolore e recuperare la funzionalità dell’arto colpito.
Se stai lottando contro l’algodistrofia post-operatoria, contatta CRIMAS per un esame approfondito e un percorso riabilitativo su misura.
La nostra priorità è alleviare il dolore e aiutarti a recuperare la migliore mobilità possibile, permettendoti di tornare alle normali attività quotidiane senza restrizioni.


